La Chiesa in ”uscita” è una Chiesa con le porte aperte. Uscire verso gli altri per giungere alle periferie umane non vuol dire correre verso il mondo senza una direzione e senza senso. Molte volte è meglio rallentare il passo, mettere da parte l’ansietà per guardare negli occhi e ascoltare, o rinunciare alle urgenze per accompagnare chi è rimasto al bordo della strada. (Francesco I – EG)

Compiti Ufficio Catechistico Diocesano:

  • Fare un’analisi della situazione diocesana circa l’educazione della fede. In questa analisi si dovrebbero precisare, tra le altre cose, le reali necessità della diocesi in ordine alla prassi catechistica.
  • Elaborare un programma di azione, che indichi obiettivi chiari, proponga orientamenti e mostri azioni concrete.
  • Promuovere e formare i catechisti

Compiti Servizio Diocesano per l’IRC

  • promuovere lo sviluppo culturale e pedagogico-didattico dell’IRC in conformità alle disposizioni concordatarie e quindi anche alla dottrina della Chiesa con attenzione particolare alle domande formative degli studenti che si avvalgono e delle loro famiglie, le questioni di senso del nostro tempo non solo del contesto italiano, ma anche europeo;
  • elaborare orientamenti e proposte per la professionalità degli insegnanti di religione cattolica (Idr), pienamente inseriti nella Scuola e nella Chiesa
  • accompagnare la formazione e l’aggiornamento in servizio degli Idr, la loro partecipazione alla vita della Chiesa; provvedere alle procedure di proposta di nomina;
  • offrire consulenza in materia giuridica e contrattuale e orientare verso la pacifica e corretta soluzione di contenziosi legati a processi di revoca dell’idoneità,  a richieste di utilizzazioni e assegnazioni, o ad altre questioni, comunque, connesse all’IRC;
  • procedere all’esame dei libri di testo per l’IRC in vista del “Nulla osta” di competenza della Conferenza Episcopale Italiana;
  • mantenere e sviluppare i rapporti con le autorità ecclesiastiche e civili per una corretta attuazione della normativa in vigore;
  • suscitare interesse negli studenti di teologia, anche prossimi al sacerdozio in quanto potenziali Idr;
INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA: UNA SCELTA IMPORTANTE

Lettera dell’Arcivescovo agli studenti e ai genitori

15/01/2018

Carissimi genitori e studenti
entro, con discrezione, nelle vostre case, attraverso questo messaggio, nel momento così delicato ed importante dell’iscrizione al prossimo anno scolastico, a cui è legata anche l’opzione per l’Insegnamento della Religione Cattolica. Mi sembra quasi di sentire, toccare con mano, la preoccupazione per la scelta di una comunità educante, di un indirizzo di studio, ambiti nei quali uno studente trascorrerà molto del suo tempo, condividerà esperienze fondamentali e imparerà a esprimere valutazioni decisive sulla realtà.
Restituiamo la dovuta importanza a questi momenti di ascolto e di confronto. Non limitiamoli però esclusivamente a questioni di ordine tecnico, ma cerchiamo di inserirli nell’orizzonte di un cammino di senso e di significato esistenziale, attento anche alla cura spirituale. È questo l’auspicio che emerge nel messaggio della Presidenza CEI, in occasione della scelta dell’Insegnamento della Religione Cattolica, definito quale ‘occasione formativa importante che vi viene offerta per arricchire la vostra esperienza di crescita e per conoscere le radici cristiane della nostra cultura e della nostra società’.
Vorrei spendere qualche parola su questo piccolo tassello del curricolo scolastico, che rientra fra le scelte che dovrete attivare. Esso si colloca nel quadro delle finalità della scuola italiana. Perché e come? Scriveva il cardinal Carlo Maria Martini ‘’una finalità fondamentale della scuola è quella di porre il problema del rapporto dei dati scientifici e storici con il significato che essi hanno per la coscienza e la libertà. Orbene la coscienza e la libertà chiamano in causa i beni ultimi, universali, fondamentali dell’esistenza. Quello che, poi, la coscienza e la libertà decideranno circa questi beni, è un compito quotidiano delle singole persone’’.
Da questo compito dipende gran parte della conservazione dell’autentico progresso ottenuto da una comunità umana, che va difeso continuamente dalle minacce della decadenza intellettuale, morale e religiosa. È quindi una missione ineludibile della scuola porre correttamente il problema della conoscenza.
L’insegnamento della religione, che riguarda appunto le questioni decisive, i fini ultimi della vita, aiuta la scuola a svolgere questo compito. L’aiuta entrando in dialogo con le altre materie di insegnamento, con le altre culture e religioni, ma conservando una propria specificità.
Si tratta dunque di un’opzione importante, da non sottovalutare. Vorrei offrire alla nostra riflessione familiare un dato semplice, ma significativo. Nello scorso anno scolastico, dei 21.331 studenti, delle scuole di ogni ordine e grado sul territorio diocesano, che hanno frequentato l’ora di religione, ben 1.202 (su un totale di 2754) sono stranieri. Nel confronto coraggioso tra sensibilità e culture diverse, si intravvedono piccoli segnali di un processo virtuoso di integrazione sociale.
Il mio invito è dunque a guardare con coscienza a questa opzione.

Concludo con una preghiera ed una benedizione particolare, che accompagni le vostre decisioni. ‘Pensare bene’ alle cose che riguardano i bambini-ragazzi, attivare un sentire profondo, confrontarsi lealmente, sono tutti modi per aprire la nostra dimensione umana al tocco della Misericordia di Dio.

Il Vostro Vescovo
+ Gian Carlo Perego

Ferrara, 12 gennaio 2018

Messaggio della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana in vista della scelta di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nell’anno scolastico 2017-2018

Cari studenti e cari genitori,

in occasione dell’iscrizione al prossimo anno scolastico, siete chiamati anche a scegliere se avvalervi o non avvalervi dell’insegnamento della religione cattolica.

Da più di trent’anni si ripete questa richiesta che consente di mantenere o di escludere una parte significativa del curricolo di studio. È infatti ben chiaro a tutti che questa scelta non è una dichiarazione di appartenenza ad una religione, né è un modo per influenzare la co- scienza di qualcuno, ma vuole esprimere solo la richiesta alla scuola di voler essere istruiti anche su quei contenuti religiosi previsti dalle Indicazioni didattiche e che costituiscono una chiave di lettura fondamentale della realtà in cui noi tutti oggi viviamo. Papa Francesco ripete spesso che stiamo vivendo non solo un’epoca di cambiamenti e trasformazioni, ma proprio un “cambiamento di epoca” e anche la società italiana può ormai definirsi plurale e multicultura- le, ma la storia da cui veniamo è un dato immodificabile e le tracce che in essa ha lasciato e continua ad offrire la Chiesa cattolica costituiscono un contributo alla crescita della società di tutti.

In queste settimane, poi, è stato pubblicato il volume Una disciplina alla prova. Quar- ta indagine nazionale sull’insegnamento della religione nella scuola italiana a trent’anni dal- la revisione del Concordato, che presenta la situazione dell’IRC a partire dalle risposte a dei questionari molto articolati fornite da circa 3.000 insegnanti di religione e da oltre 20.000 stu- denti di ogni ordine e grado di scuola.

Il volto attuale dell’IRC è assai diverso da quello delineato dalla situazione sociale e culturale dell’Italia del 1985, quando fu firmata la Prima Intesa sull’IRC dopo la Revisione del Concordato. L’indagine si colloca, infatti, a trent’anni da quel nuovo modo di insegnare la religione cattolica e misura quanto si sia realizzato il dettato concordatario di collocare questa disciplina “nel quadro delle finalità della scuola”.

La “prova” di cui parla il titolo del volume, infatti, è quella della scolarizzazione della disciplina, cioè della compatibilità dell’IRC con finalità e metodi della scuola, e gli autori del- la ricerca ritengono che si tratti di una prova superata in maniera egregia.

All’epoca della firma del nuovo Concordato pochi avrebbero scommesso sulla tenuta di questo insegnamento, che oggi invece mostra di essere ancora vitale, con un tasso di ade- sione globale di poco inferiore al 90% di tutti gli studenti italiani.

La ricerca ha anche verificato il sapere religioso degli studenti, rilevando che le cose vanno meno peggio di quanto si possa immaginare: le conoscenze bibliche, almeno sui conte- nuti fondamentali, sono buone; la consapevolezza etica degli studenti cresce col crescere dell’età; alcune conoscenze sulle altre religioni appaiono discrete.

Vi invitiamo, perciò, a compiere questa vostra scelta non solo a partire dalle vostre po- sizioni religiose e dalla consapevolezza del valore dell’IRC, ma anche e soprattutto sulla base di una reale conoscenza dei contenuti propri di questa disciplina scolastica.

Avvalersi delle opportunità offerte dall’insegnamento della religione cattolica a scuola permette inoltre di trovare negli insegnanti delle persone professionalmente molto qualificate, ma anche testimoni credibili di un impegno educativo autentico, pronti a cogliere gli interro- gativi più sinceri di ogni persona e ad accompagnare ciascuno nel suo personale ed autonomo percorso di crescita.

Ci auguriamo che possiate cogliere con generosità questa occasione di crescita, così da poter iniziare o continuare tra voi e con i vostri docenti un proficuo dialogo educativo.

Roma, 23 gennaio 2017

LA PRESIDENZA
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

… La gioia genera amore! 

Il Padre sorride al Figlio

e il Figlio sorride al Padre,

e il sorriso genera piacere

e il piacere genera gioia

e la gioia genera amore.

(Meister Eckhart)

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