Incoraggio i genitori e gli studenti che sono in grado di svolgere liberamente le loro scelte di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole statali di ogni ordine e grado. Questo è un diritto fondamentale, come ricordano esplicitamente i Patti Lateranensi dell’11 febbraio 1929 e successivamente rinnovati dal Concordato tra Stato e Chiesa del 15 novembre1984, che non riguarda solo il cattolico ma anche ogni cittadino italiano. Lo Stato ad ogni cittadino garantisce di poter avere una adeguata istruzione di carattere culturale e storico circa i fondamenti di quella fede cattolica che comunque ha fatto corpo con la cultura e la civiltà italiana. Mi aspetto, quindi, che le famiglie e gli studenti utilizzino fino in fondo questa opportunità che viene loro offerta. Non posso, però, non ricordare ai cattolici che l’insegnamento della religione, pur formulato nei termini precisi di un insegnamento disciplinare e culturale, può costituire l’occasione di un primo sostanziale approfondimento dei dati fondamentali della fede e, sintetizzandosi con il cammino catechistico che viene fatto negli anni dell’infanzia e della prima adolescenza, può rappresentare una risorsa su cui svolgere un percorso di maturazione cristiana ed umana. La nostra società, nei vari ambiti sociali, è una società multiculturale, dove la convivenza fra le varie posizioni culturali e religiose deve tendere a realizzare il massimo di dialogo, soltanto a partire dal quale si può costruire una autentica democrazia. L’approfondimento della nostra tradizione cristiana, sia sul versante della nostra cultura italiana, sia sul versante della nostra fede cattolica, è un fattore fondamentale per rendere i cattolici interlocutori vivi, consapevoli, in questa realtà sociale. Mi auguro, dunque, che non si affermi a Ferrara quello che purtroppo si sta affermando nella stragrande maggioranza delle città italiane, ossia quella deriva di carattere relativistico, e quindi sostanzialmente nichilista, che fa percepire come non interessante una proposta che invece rimane singolarmente attuale e che può essere di grande positività per la vita delle persone e dei gruppi, e quindi per la vita dell’intera società.
+Luigi Negri
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio e Abate di pomposa